Il campanile utilizzato come immagine distintiva di BordigaClub sorge nel giardino dove si affacciano gli uffici della Direzione GRUPPO BORDIGA, che l'ha acquistato alla fine degli anni Settanta.
Si tratta di una torre campanaria risalente al 1075 d.C. e annessa ad una chiesa demolita negli anni Sessanta; di seguito potrai leggere la ricostruzione delle tappe fondamentali della vita della chiesa della Santissima Trinità e del suo campanile.


LA FONDAZIONE
Prima dell'anno Mille, la zona di Milano in corrispondenza dell'attuale Porta Volta, era un'area selvaggia dove le acque, abbondanti, si facevano strada tra gli alberi, la campagna e i folti roveti: vi abitavano pochi, sparuti eremiti. Erano gli anni delle invasioni barbariche e del trionfo del cristianesimo, del fanatismo e dell'ignoto.

Il primo documento ufficiale attestante l'esistenza della chiesa data 20 agosto 1250 e porta la firma del Papa Innocenzo IV; si tratta di una bolla diretta a sancire il passaggio della gestione del convento e della chiesa dall'Ordine dei Benedettini ai Frati Umiliati, resosi necessario data "l'incuria degli abitanti" che l'hanno "deformata dal lato spirituale quanto materiale".
Nel 1291 viene nominato preposto alla chiesa Frate Bonvesin de la Riva, il famoso frate che diffuse per tutto il mondo cattolico l'usanza di suonare le campane al mattino e alla sera per invitare i fedeli a pregare per le crociate: non è improbabile che le campane suonarono per la prima volta dal campanile romanico oggi proprietà di GRUPPO BORDIGA S.p.A.

Gli Umiliati della Santissima Trinità acquisirono sempre più stima e prestigio presso le autorità milanesi, fino a dialogare direttamente con i Duchi di Milano e ottenere da loro diritti e privilegi; la loro fortuna però terminò con la soppressione da parte di Papa Pio V, il 7 febbraio 1571, che trasferì la giurisdizione della chiesa e del convento all'arcivescovo di Milano Cardinale Carlo Borromeo.

DA CONVENTO A PARROCCHIA
Lo stesso Cardinale, dietro richiesta degli abitanti del borgo, ne decise la trasformazione da convento a parrocchia e la consacrazione ufficiale avvenne l'11 marzo del 1608 da parte del cardinale Federigo Borromeo.

Pochi anni dopo, nel 1616, dopo almeno quattrocento anni di vita, la chiesa fu gravemente danneggiata da un incendio di grandi proporzioni, dal quale uscì indenne solo la torre campanaria.

L'opera di ristrutturazione conclusasi nel 1636 ne trasformò nettamente lo stile: fu aggiunto un portale neoclassico, le finestre persero la forma ad arco per acquisirne una quadrata. Della chiesa medievale rimasero intatti alla data della demolizione gli archi a sesto acuto, sostenuti da colonnine rotonde in mattoni che dividevano la navata centrale dalle laterali, peraltro ricoperte.

SUL VIALE DEL TRAMONTO
A partire dal 1832 si diede inizio ad un ampliamento radicale della chiesa, dettato dalle esigenze di una popolazione in continua crescita; i lavori iniziarono nel 1841, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Clerici, e portarono all'aggiunta di due campate, all'abbattimento della facciata seicentesca ed alla sistemazione dei muri.

Il campanile non fu mai abbattuto ma semplicemente innalzato e ristrutturato per ospitare una campana in più rispetto alle quattro precedenti; nel giro di 50 anni fu sostituito da un altro campanile, situato sul lato destro della chiesa.

Nel 1900 fu eretta una nuova facciata in stile liberty, che si contraddistingueva per le mastodontiche sculture.

Il 18 marzo 1968 si diede inizio all'opera di demolizione, decisa un mese prima con l'inaugurazione della nuova sede parrocchiale di via Giusti, a duecento metri di distanza. La demolizione avvenne per gradi e le ruspe si occuparono prima del chiostro, poi del campanile ottocentesco, infine della canonica e delle abitazioni retrostanti.

ARRIVANO I NOSTRI
Il campanile è ciò che rimane dell'intero complesso e probabilmente ne rappresenta anche la parte più pregiata sia dal punto di vista storico che architettonico.

Grazie all'acquisto da parte di GRUPPO BORDIGA S.p.A., la possente e rassicurante silhouette della torre campanaria dell'antico Borgo degli Ortolani si innalza oltre le ricche fronde del noce e del platano che la contornano.


BIBLIOGRAFIA:
SANTORO M., La Chiesa e la Parrocchia della SS Trinità: un campanile dimenticato, Milano, 1985
MONTANARI T., Dal Borgo degli Ortolani a Porta Volta, Comune di Milano, 1983